Tecnologia

Neuralink, installato il primo impianto cerebrale in un essere umano: come funziona

Elon Musk ha annunciato che la sua azienda Neuralink ha iniziato una fase di test sugli esseri umani, dopo aver ottenuto l’ok dalla FDA statunitense. Installato il primo dispositivo cerebrale in una persona. Come è andata?

Impianti tecnologici installati direttamente nel cervello e che potrebbero rivoluzionare il modo di vedere il Mondo e di come comportarsi in esso.

No, non è la trama di un film di fantascienza. È quanto sta già accadendo nella realtà.

L’azienda Neuralink di Elon Musk ha installato il suo primo impianto cerebrale in una persona, muovendo così un ulteriore importante passo verso un futuro sempre più sorprendente.

L’entusiasmo di Musk per un’operazione storica

Azienda specializzata nello sviluppo di sistemi di comunicazione tra cervello e computer, Neuralink ha condotto domenica scorsa il suo primo test su un essere umano.

Ad annunciarlo al Mondo intero è stato direttamente il fondatore dell’azienda Elon Musk, attraverso un breve tweet pubblicato ieri su X, social sempre di sua proprietà.

Si tratta di un test storico per Neuralink, in quanto mai prima d’ora erano stati impiantati sistemi cerebrali di questo tipo in una persona in carne e ossa.

Negli ultimi anni Neuralink aveva infatti condotto tutti i suoi test sugli animali, ma lo scorso maggio ha poi ottenuto l’autorizzazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti d’America a estendere le proprie sperimentazioni anche sugli esseri umani.

Una concessione che l’azienda di Elon Musk ha deciso di sfruttare subito, convinta che i propri dispositivi possano cambiare la vita di moltissime persone, nonché il modo in cui poter intendere la società del futuro.

Il test in questione è stato effettuato nella giornata di domenica, come specificato da Musk nel suo tweet, dove l’imprenditore sudafricano non ha però fornito dettagli approfonditi sull’operazione.

Musk si è limitato a dichiarare che l’intervento è andato a buon fine e il paziente ora si sta riprendendo, con risultati iniziali promettenti.

Sarà necessario però diverso tempo per ottenere dati più completi.

L’ipotesi più concreta è che i primi reali riscontri si possano avere soltanto tra qualche mese.

Che cos’è Neuralink?

Fondata nel 2016, Neuralink è un’azienda tecnologica che mira a sviluppare interfacce neurali avanzate per connettere direttamente il cervello a dispositivi esterni come i computer.

Queste interfacce sono considerate un’opportunità rivoluzionaria per i pazienti con paralisi e altre malattie debilitanti, offrendo loro la possibilità concreta di recuperare alcune funzionalità motorie e migliorare la comunicazione con il Mondo.

In questa fase iniziale di test sugli esseri umani, l’obiettivo immediato di Neuralink è quello di consentire a pazienti affetti da paralisi di controllare il cursore di un computer con la mente attraverso l’impianto installato, migliorando così la loro capacità di comunicazione e interazione con l’ambiente circostante.

Un obiettivo fattibile, secondo l’azienda, le cui mire finali sono però ancora ben più ambiziose.

Neuralink si distingue infatti da altre aziende che hanno già esplorato soluzioni simili, grazie soprattutto alla miniaturizzazione degli elettrodi utilizzati, i quali rendono l’impianto decisamente meno invasivo.

La procedura di installazione dell’apparecchio in questione prevede l’utilizzo di un sistema robotizzato di alta precisione, il quale consente inserire l’impianto nella giusta area del cervello e stabilire poi i collegamenti con i neuroni.

Una procedura che Neuralink ha cercato di mettere a punto negli ultimi anni attraverso il compimento di numerosi test sugli animali e che ora vuole proseguire con gli ancora più importanti test sugli esseri umani.

Come ogni grande innovazione, anche quella che l’azienda di Elon Musk sta cercando di sviluppare e introdurre desta però diverse preoccupazioni.

In passato sono infatti state divulgate notizie circa la morte di alcune scimmie nei laboratori di Neuralink, portando Elon Musk a negare che le sperimentazioni della sua azienda fossero state la causa di tali decessi.

Le autorità sanitarie statunitensi hanno quindi avviato delle indagini approfondite sulla questione, lasciando più di un dubbio a chi ha osservato la vicenda dall’esterno.

Un avvenimento che non ha però ridimensionato le enormi ambizioni di Neuralink, le quali vanno ben oltre la correzione delle disabilità fisiche.

“Vogliamo andare oltre le capacità di un normale corpo umano con la nostra tecnologia”.

Ha dichiarato in passato Elon Musk, lasciando intendere come la sua azienda miri a potenziare le funzioni cerebrali umane, consentendo, per esempio, un accesso istantaneo alle informazioni memorizzate su un computer e potenziando le capacità di calcolo.

Questi obiettivi, benché appaiano al momento futuristici, riflettono l’ambizione di Neuralink di superare le limitazioni del corpo umano tramite la propria tecnologia.

Marco Garghentino

Brianzolo dal 1996, ho sempre pensato che la comunicazione sia la principale arte che l’uomo ha sviluppato nei secoli. Amo lo sport, conoscere il Mondo ed essere informato. Ogni vita ha una storia e spesso vale la pena raccontarla.

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